
Sussidio per l’anno pastorale 2026/2027 – Sei schede per gruppi di sposi e adulti in cammino con il Vangelo di Marco.
Questo sussidio è rivolto in particolare agli adulti e agli sposi, che si riuniscono per vivere un’esperienza di ascolto della Parola, di preghiera e di condivisione nella fede.
L’anno liturgico, che inizierà il prossimo 29 novembre, sarà accompagnato dal Vangelo di Marco. Perciò abbiamo deciso di tenere come riferimento questo racconto per l’anno pastorale 2026-27.
Vorremmo meditare in particolare sui miracoli di guarigione.
Ogni miracolo che riguarda il corpo rimanda oltre se stesso e ha una valenza simbolica: rivela l’identità di Gesù e la misericordia del Padre, ha sempre un risvolto psicologico (noi siamo infatti il nostro corpo) ed è specchio di un problema spirituale. I miracoli di guarigione ricostituiscono la persona, costruiscono il discepolo e non sono da leggere solo in senso fisico, ma esistenziale e spirituale.
La malattia è luogo teologico dove Dio si manifesta e dove la fede si esprime; la malattia in alcuni di questi testi è anche simbolo di un impedimento nel discepolato: il discepolo infatti dovrebbe essere colui che vede, sente, tocca, agisce sempre meglio. La vita cristiana allora può essere pensata come percorso di guarigione, di ri-creazione dei sensi e delle facoltà.
Compito della vita adulta è quello di diventare sempre più uomini e più donne, di crescere nella sensibilità e nella purificazione dei sensi, di imparare a sentire, vedere, parlare, agire sempre più in pienezza. Infatti in questi testi c’è una restaurazione dei sensi (tatto, udito, vista…); potremmo leggerli come racconti pasquali di resurrezione. Non è questo il fine della nostra vita?
Questa lettura simbolica dei miracoli di guarigione non vuole certo annullare o scavalcare la concretezza della realtà della malattia che poco o tanto, prima o dopo attraversa e segna la vita delle nostre famiglie con esiti anche molto diversi. Sicuramente la fragilità, l’incontro con il limite, la sofferenza per sé e per gli altri fanno parte dell’esperienza della vita adulta. Queste cose non coincidono però con l’aridità o l’assenza di speranza, a volte diventano luoghi di crescita e bellissime pagine di Vangelo.
Tra le diverse piste possibili abbiamo scelto questi sei testi:
la guarigione della suocera di Pietro 1,29-31
la guarigione dell’uomo dalla mano inaridita 3,1-6
la resurrezione della figlia di Giàiro 5,21-24.35-43
la guarigione dell’emoroissa 5,24b-34
la guarigione del sordomuto 7,31-37
la guarigione del cieco di Gerico 10,46-52
Incontreremo le storie di tre donne e di tre uomini, in diversi luoghi della loro vita quotidiana (la casa, la sinagoga, la strada…). Toccheremo temi diversi: l’anzianità, il lavoro, la genitorialità, l’essere donna, l’ascolto e il vedere, la fragilità e la prossimità… Centrale sarà il tema della fede e del discepolato.
In queste narrazioni c’è sempre un contorno: questi ammalati non sono soli, ma abitano un contesto, ci sono i discepoli o la folla che giocano ruoli diversi (intercedono, incoraggiano, guardano, contestano, impediscono, ostacolano…); questo ci apre anche ad una lettura ecclesiale e missionaria. Che Chiesa siamo e come rendiamo attuale l’azione del Signore?
COME USARE QUESTO SUSSIDIO
Le schede che trovate di seguito non hanno lo stesso stile e la medesima struttura perché sono il frutto di un lavoro a più mani. Abbiamo cercato di offrire alcuni strumenti per la costruzione di un incontro.
È bene che le schede siano rielaborate da parte di chi le utilizzerà; è importante infatti adattarle ai tempi e nei modi alla realtà concreta dei partecipanti. Il sussidio infatti si presta a essere usato a livelli diversi sia in parrocchia che nelle case; potrebbe anche diventare l’itinerario per la preghiera di un campo famiglie.
L’ordine che segue il testo non è vincolante; a seconda del tempo liturgico o di ciò che si sta vivendo è possibile strutturare percorsi diversi.
Crediamo sia importante avere cura del legame tra la Parola e il proprio vissuto, favorendo sempre una condivisone di vita nella fede o in forma di preghiera.
È bene iniziare con un’invocazione allo Spirito.
Ci auguriamo che possano essere uno strumento utile alla crescita nella fede e nella comunione delle nostre comunità e anche un’occasione di evangelizzazione per chi parteciperà agli incontri e per chi saremo capaci di accogliere e invitare.
Buon cammino!
L’equipe diocesana di pastorale familiare